Stampaggio materie plastiche: come funziona

Le tecnologie sempre più avanzate hanno consentito un’evoluzione decisa dello stampaggio di materie plastiche, che oggi permette la produzione dei più diversi prodotti e componenti in materiale polimerico. A essersi evoluti nel corso del tempo sono sia i macchinari, sia il materiale di lavorazione a tutto vantaggio della varietà di forme, design e applicazioni ottenibili dal processo.



Oggi GB S.r.l. dispone di possibilità costruttive che le consentono di soddisfare le aspettative di clienti appartenenti ai più diversi comparti industriali. Ma come funziona lo stampaggio di materie plastiche e quali tipologie di lavorazioni possono essere effettuate?



Diversi processi produttivi per lo stampaggio delle materie plastiche

I processi di stampaggio si sono differenziati seguendo le esigenze del mercato e le caratteristiche dei materiali da lavorare. Perno focale di questo tipo di lavorazione sono i materiali termoplastici (come gli ABS, PA6, PA6.6, PA6.6 FG, PBT, PC, POM, TPE, TPU che utilizziamo in GB S.r.l.), ossia materie prime che reagiscono alle elevate temperature rendendosi malleabili e consentendo una modellazione efficace, per poi riacquistare rigidità con il raffreddamento.

 

L’estrema lavorabilità dei materiali termoplastici ne ha fatto alleati essenziale per l’industria, anche considerando il fatto che, almeno in linea teorica, i processi di riscaldamento, modellazione e raffreddamento possono essere ripetuti più volte nel tempo.



Tra le tipologie di stampaggio di materie plastiche più diffuse ci sono quelle a iniezione, quelle a compressione, la termoformatura, stampaggio per soffiaggio e il rotostampaggio.

 

Lo stampaggio a iniezione di materie plastiche

Lo stampaggio a iniezione è il processo più utilizzato e altamente ottimizzato per l’ottenimento dei più eterogenei risultati produttivi. Come funziona? Ecco, in sintesi, i passaggi della lavorazione.

 

  • Gli stampi che occorreranno per la modellazione dei pezzi da ottenere vengono elaborati grazie a software come CAD, per essere poi inviati al reparto produttivo, dove vengono fresati per ottenere le forme, il design e le dimensioni di stampa previste dal progetto. Possono essere in acciaio o alluminio, una scelta che va ponderata a seconda dei materiali da lavorare e dei processi da eseguire.

 

  • La materia prima (polimeri plastici) si presenta generalmente in forma di granuli, che vengono fusi nella camera di iniezione, compressi e iniettati poi negli stampi chiusi attraverso appositi canali, che fungono da punto di accesso.

  • Il pezzo viene stampato, seguendo i progetti elaborati in collaborazione con il cliente.

  • Una volta terminato il processo, lo stampo viene aperto e appositi espulsori agevolano la rimozione del prodotto finito.

  • Una volta completato il ciclo produttivo, i pezzi ottenuti vengono immediatamente imballati e spediti alla destinazione finale.




Il macchinario utilizzato per la stampa a iniezione della plastica è la pressa a iniezione, formata da:

  • un gruppo iniezione, che porta la materia prima alla temperatura di fusione e la inietta nello stampo;
  • un gruppo chiusura idraulico o meccanico, che garantisce un adeguato serraggio dello stampo.

All’interno della macchina, temperature e pressione raggiungono livelli estremamente elevati e rendono lo stampaggio un processo di precisione decisamente delicato.

 

Lo stampaggio a compressione delle materie plastiche

Il processo usa sempre stampi in acciaio o alluminio, che possono essere composti da due o più parti per facilitare la rimozione del manufatto finito. Si usa in questo caso una pressa dotata di un piano di lavorazione termocontrollato su cui viene fissato lo stampo metallico aperto: il calore riesce a lavorare il materiale che si è scelto di utilizzare ed è possibile, in questo caso, incorporare diverse tipologie di inserti all’interno del prodotto finito.



La termoformatura

la tecnica di stampaggio della termoformatura è usata generalmente per ottenere blister, vaschette a uso alimentare, casse degli elettrodomestici o finiture per il settore automotive. Il processo parte da lastre o pellicole sottovuoto o sotto pressione, che aderiscono agli stampi per aspirazione o per pressione, consentendo una flessibilità produttiva elevata, nonché rapida e idonea a grandi quantità di pezzi.



Stampaggio per soffiaggio

Anche detta blow molding, questa tecnica viene usata per creare elementi plastici cavi, come flaconi, bottiglie e contenitori. È un getto d’aria compressa a essere insufflato dentro a una preforma, per gonfiare l’oggetto della lavorazione e dargli il design dello stampo in cui è inserito. Come per le altre lavorazioni, una volta che il pezzo si è raffreddato, è pronto per essere estratto dallo stampo.



Il rotostampaggio

Lo stampaggio rotazionale, anche detto rotostampaggio o rotational moulding, si usa sempre per manufatti cavi, ma di grandi dimensioni. In questo caso, dopo aver introdotto il materiale plastico in uno stampo, questo viene fatto ruotare su due assi e riscaldato per consentire al materiale di fondersi e aderire alle pareti. Il raffreddamento e l’estrazione completano il processo e la tecnica è ideale per lo stampaggio di cassonetti, imbarcazioni, mobili o giocattoli.





L’esperienza GB per lo stampaggio delle materie plastiche

Il brand GB S.r.l. è nato nel 1976 e ha seguito, da allora, un trend di costante evoluzione, che le consente oggi di realizzare articoli a disegno e di proporsi come punto di riferimento per lo stampaggio di articoli sia in gomma, sia in materiali termoplastici. Nei nostri reparti lavoriamo elastomeri, materiali sovrastampati con metalli, nylon, tessuti gommati in cotone o fibre hi-tech e materiali termoplastici, contando sulle performance di un parco macchine all’avanguardia composto da presse verticali e orizzontali di vario tonnellaggio, che funzionano con sistemi a iniezione, a compressione e a inietto-compressione.



GB S.r.l. è certificata IATF 16949 e ISO 9001 e garantisce un impegno continuo per la qualità, che si fonda su investimenti mirati sulla competenza delle risorse umane e sugli strumenti tecnologici più performanti.

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